Lo smart working è la modalità di esecuzione del rapporto di lavoro che, in questi mesi e periodo storico, sta permettendo a molte società italiane di prestare servizio e continuare a garantire le proprie attività rimanendo al sicuro nelle proprie abitazioni.
Prettamente indicato per i lavori d’ufficio che rientrino anche nell’amministrazione, comunicazione, gestione clienti ecc, questa modalità porta con sè pregi e difetti:
- possibilità di non compromettere mesi di lavoro;
- lavoro autonomo e in sicurezza;
- maggiori costi per l’adeguamento che l’azienda si trova a dover fronteggiare in piena crisi Covid-19.
L’implementazione dello smart working in una qualunque realtà aziendale presuppone un percorso di radicale cambiamento con un conseguente sviluppo dei modelli organizzativi aziendali, da monitorare in ogni singola fase.
Direttamente dallo Stato sono stati messi a disposizione dei bandi per finanziamenti a fondo perduto per tutte quelle imprese che si sono dovute adattare affrontando giorno dopo giorno, nuove spese inaspettate.
Chi può richiedere i finanziamenti?
- aziende iscritte alla Camera di Commercio;
- possessori di partita IVA che non siano già in possesso di un contratto smart working;
I dipendenti destinatari degli interventi, appartenenti alle aziende richiedenti, rientrano in queste tre specifiche categorie:
- contratto di lavoro di diritto privato a tempo indeterminato o a tempo determinato;
- contratto di apprendistato;
- soci-lavoratori di cooperative.
Sono pertanto esclusi dal conteggio dei dipendenti:
- i tirocinanti;
- i collaboratori d’impresa;
- i lavoratori con contratto di somministrazione;
- i lavoratori con contratto di lavoro intermittente;
- i titolari di impresa e i componenti dei Consigli di Amministrazione.
I finanziamenti prevedono l’erogazione di un contributo per la fruizione di molteplici servizi, suddivisi in due azioni specifiche:
- AZIONE A: servizi di consulenza e formazione finalizzati all’adozione di un piano di smart working con relativo accordo aziendale o regolamento aziendale approvato e pubblicizzato nella bacheca e nella intranet della società;
- AZIONE B: acquisto di “strumenti tecnologici” funzionali all’attuazione della modalità di lavoro specifica.
Ai fini dell’approvazione e convalida del supporto economico, l’Azione A è obbligatoria mentre l’Azione B è facoltativa.
Il valore totale del finanziamento istituito è tra i € 7.500 ed € 22.500, così distribuiti nel dettaglio:
- Da 2 a 10 dipendenti l’importo totale del contributo è di € 7.500,00 di cui: l’importo per l’Azione A è di € 5.000,00 e l’importo per l’Azione B è di € 2.500,00
- Da 11 a 20 dipendenti l’importo totale del contributo è di € 10.500,00 di cui: l’importo per l’Azione A è di € 7.000,00 e l’importo per l’Azione B è di € 3.500,00
- Da 21 a 30 dipendenti l’importo totale del contributo è di € 000,00 di cui: l’importo per l’Azione A è di € 10.000,00 e l’importo per l’Azione B è di € 5.000,00
- Oltre i 30 dipendenti l’importo totale del contributo è di € 22.500,00 di cui: l’importo per l’Azione A è di € 15.000,00 e l’importo per l’Azione B è di € 7.500,00
Nell’azione A sono comprese attività di formazione, analisi organizzativa, consulenza giuslavoristica per garantire il rispetto delle normative vigenti, supporto per la stesura del rapporto in smart working, avvio e monitoraggio della modalità di lavoro.
Nell’azione B facoltativa, rientra invece l’acquisto di nuova strumentazione tecnologica, per la messa in moto della modalità di lavoro prestabilita. Le spese ammissibili comprendono l’acquisto di:
- Componenti hardware, come ad esempio Notebook, Smartphone, Accessori.
- Componenti software utili allo svolgimento del proprio servizio in smart working.
La richiesta di finanziamento può essere formulata e inviata attraverso il sito della regione di appartenenza.
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